riflessioni che partono dal cuore,mediate un pochino dalla testa...
Ci sono uomini che credono di credere, e uomini che credono di non credere.
E così un altro anno è passato. L'Epifania è finita e tutte le feste si è portata via. A volte mi chiedo se è più facile credere o non credere. A me riesce più facile credere. Come si può pensare che la vita così bene organizzata, anche se a volte con dei limiti, sia il frutto del caso, di una serie di circostanze favorevoli, quando è noto che il mondo tende all'entropia. E' necessaria una gran fede per essere atei.
L'ultimo dell'anno siamo finiti a fare discorsi di questo genere, considerati a volte un poco adolescenziali. Forse è una cosa genetica; come a me riesce impossibile non credere in qualcosa di trascendente, così ad altri riesce impossibile il contrario.
Com'è possibile non avere un senso religioso? Com'è possibile non sentire mai l'esigenza di pregare, di rivolgere la propria mente a qualcosa di trascendente, come è possibile negare qualunque forma di spiritualità? Non sto parlando di credere in una religione ben precisa... non sto parlando di integralismo, ma altrettanto integralista e assolutista è la posizione del materialistica che riduce tutta la realtà a nulla è infine assolutilizza delle realtà che sono relative: ho conosciuto atei che vivono solo per un etica, altri che vivono solo per l'arte.
Mentre il credente ha un padre, l'ateo è un orfano che disperatamente neppure crede di avere o di avere avuto un padre.
Hanno aperto un nuovo supermercato. C'era tanta di quella gente ... neppure fosse la prima alla scala! In questo periodo di vacche magre i supermercati e i centri commerciali sono considerati i posti migliori di una città... che depressione!
È da un bel pezzo che non scrivo più niente. D'altra parte nel mondo c'è molta gente che vuole scrivere e sempre meno si trova gente che vuole leggere. Inoltre in questo periodo non faccio altro che lavorare. I giorni volano, volano le settimane e poche esperienze si hanno da raccontare.
Non importa se uno non diventa un uomo di successo! E' opportuno fare bene e volentieri il proprio lavoro. poi il successo può venire oppure no ma non importa! Da questo punto di vista mi posso ritenere fortunato anche se non ci sono rose senza spine!
A volte però vorrei avere un po' piu' di tempo per fare altre cose oltre lavorare come quello che sto facendo adesso. :-)
Ieri sono andato a Milano con Sara e Tommaso, per vedere una mostra di un fotografo. La mostra era stata allestita in un circolo ARCI. La mattina Sara si informò se la mostra fosse gratis oppure no. Le dissero che era gratuita. Una volta giunti i gestori del circolo ci dissero che per entrare era necessaria la tessera ARCI; che da che mondo è mondo tutti sanno che per entrare in un circolo ARCI è necessaria la tessera. Vi fossero stati più di mille in quel circolo; c'erano solo quattro gatti. Allora andammo a fare un giro in centro Milano e lanciammo quei quattro arcipresuntuosi a vedersi la loro mostra.
Oggi è stata una giornata molto nuvolosa. Finalmente mi sono potuto riposare. Sono piuttosto esausto. Non ho quasi più voglia di vedere nessuno. Non si tratta di una forma di depressione. È solo il desiderio di rimanere per un poco da solo a riposarsi e riflettere su se stesso. Per troppo tempo sono esposto al pubblico. Diventa un'esigenza indispensabile ritirarsi e dedicare del tempo a se stessi .